


ASSEGNO UNICO
Assegno Unico
Che cos'è?
È la nuova misura economica, unica e stabile, che semplifica e sostituisce molte delle attuali agevolazioni per i figli a carico
A chi si rivolge?
A tutti.
È universale perché tutti ne hanno diritto, indipendentemente dalla condizione lavorativa (occupati e disoccupati) e senza limite massimo di reddito.
È possibile fare richiesta, per ogni figlio a carico, dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni d’età.
Come funziona?
L'assegno è progressivo: ciò significa che l'importo dell'assegno cresce al diminuire del valore dell'Isee.
Se decidi di non allegare l'Isee quando fai domanda, puoi ricevere comunque l'importo minimo dall'Inps.
In alcuni casi sono previste delle maggiorazioni: per esempio, se hai un figlio a carico con disabilità o se sei una giovane madre.
Assegno Unico: quali aumenti e novità
Assegno Unico:
​
Ipotesi maggiorazione dal secondo e terzo figlio
Tra le ipotesi sul tavolo dell’Esecutivo, stando a quanto riporta l’agenzia Adnkronos, figura la volontà di far scattare rispettivamente dal secondo e dal terzo figlio, le maggiorazioni al contrario previste nel 2023 “a partire dal terzo e dal quarto figlio”.
Questa scelta, sempre l’agenzia, potrebbe comportare “una sorta di ribaltamento dei benefici dalle famiglie molto numerose a quelle moderatamente numerose”.
La riforma in questione porterebbe, in concreto, a riconoscere:
-
L’attuale maggiorazione del 50% dell’AUU ai nuclei con due (anziché tre) o più figli, limitatamente ai figli di età compresa tra uno e tre anni;
-
La maggiorazione mensile di 150 euro ai nuclei con almeno tre figli (rispetto agli attuali quattro).
​
Assegno Unico: rivedere la soglia dei 21 anni
La normativa in vigore prevede il riconoscimento dell’Assegno unico:
-
Per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a partire dal settimo mese di gravidanza;
-
Per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei ventuno anni di età;
-
Per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
Con riguardo ai figli maggiorenni, la fruizione dell’Assegno sino ai ventuno anni è garantita al ricorrere di almeno una delle seguenti condizioni:
-
Frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
-
Svolgimento di un tirocinio ovvero un’attività lavorativa, con reddito complessivo inferiore a 8 mila euro annui;
-
Registrazione come soggetto disoccupato ed in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
-
Svolgimento del servizio civile universale.
Un’altra ipotesi su cui il governo starebbe ragionando, rivela Il Corriere della Sera, è quella di “abolire la soglia anagrafica dei 21 anni per i figli che rimangono a carico” con riguardo, tuttavia, ai “nuclei familiari con i redditi più bassi”. Eliminare la soglia in questione, ancora il quotidiano, avrebbe come obiettivo “aiutare le famiglie più in difficoltà a far fronte alle spese di mantenimento dei figli, in particolare quelle universitarie”.
Assegno Unico 2024: l’ISEE decide gli importi
Non una nuova domanda, ma l’ISEE 2024 quello sì, eccome se serve. Nel messaggio n. 15 del 2 gennaio, l’INPS ha infatti reso noto che per le erogazioni dell’Assegno Unico Universale 2024, “in applicazione del principio di semplificazione”, i nuclei familiari con figli a carico che abbiano già trasmesso un’istanza che nel frattempo non sia “decaduta, revocata, rinunciata o respinta”, potranno tranquillamente evitare di trasmetterne una nuova; al tempo stesso, però, si legge nel messaggio, “ai fini della determinazione dell’importo della prestazione sulla base della corrispondente soglia ISEE, è comunque necessaria la presentazione di una nuova Dichiarazione Sostituiva Unica (DSU) per il 2024, correttamente attestata”.
Assegno Unico Universale 2024 calcolato in base all'ISEE?
​
Per dirla in breve, se l’istanza è ancora valida, e quindi si è già beneficiari di Assegno Unico e non vi sono variazioni da comunicare riguardo al nucleo, non serve rifare da capo la trafila di richiesta per la prestazione 2024, dato che il regolamento non prevede che le domande vadano rinnovate con cadenza annuale. Serve piuttosto l’ISEE – questo sì – per verificare l’esatta entità della prestazione cui si ha diritto, dal momento che l’erogazione varia a seconda dell’indicatore economico familiare, la cui dichiarazione (DSU) scade automaticamente tutti gli anni allo scoccare del 31 dicembre: se quindi le DSU fatte nel 2023 erano state calcolate in riferimento ai redditi e patrimoni del nucleo del 2021 (l’ISEE guarda sempre a due anni prima), adesso andranno ricalibrate in riferimento al 2022.
​
Assegno Unico Universale: perchè serve l'ISEE 2024?
​
E se non facessi l’ISEE 2024 cosa accadrebbe? Mi toglierebbero l’Assegno? Questo no, l’Assegno continuerebbe a essere versato, ma nella sua misura minima, sebbene il nucleo potrebbe aver diritto a un importo maggiore. “In assenza di ISEE – precisa infatti l’INPS – l’importo dell’Assegno unico universale sarà infatti calcolato a partire dal mese di marzo 2024 con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa. Qualora però la nuova DSU fosse presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi eventualmente già erogati per l’annualità 2024 saranno adeguati a partire dal mese di marzo 2024 con la corresponsione dei dovuti arretrati”. Il messaggio fa riferimento a marzo 2024 perché è proprio da quel mese che scattano le nuove annualità dell’Assegno, il cui debutto ufficiale è avvenuto il 1° marzo 2022. Quindi in pratica le mensilità di assegno che verranno pagate a gennaio e febbraio 2024 rientrano di fatto nella vecchia annualità “2023”, ma necessitano comunque della nuova DSU ISEE.
Assegno Unico Universale 2024: quando verrà pagato
​
Il messaggio infine rende noto anche il calendario dei pagamenti mensili dell’Assegno per il periodo gennaio-giugno 2024:
-
17, 18, 19 gennaio
-
16, 19, 20 febbraio
-
18, 19, 20 marzo
-
17, 18, 19 aprile
-
15, 16, 17 maggio
-
17, 18, 19 giugno
-
17, 18, 19 luglio
-
18, 19, 20 agosto
-
18, 19, 20 settembre
-
16, 17, 18 ottobre
-
18, 19, 20 novembre
-
18, 19, 20 dicembre
In caso di prima domanda, l’erogazione partirà nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda medesima.